AUTONOMIA DA PIANEROTTOLO

ottobre 22, 2017 Lascia un commento

Secondo Voi può funzionare bene l’abitazione condominiale dove la gestione dello stesso condominio si basa sulla gestione autonoma di ogni singolo pianerottolo. Io non credo.
Oggi e non solo da oggi, le aspettative politiche alimentate da una prospettiva di maggior autonomia rispetto all’organizzazione Stato, assumono una valenza più propagandistica che di sostanza.
Nei fatti il tema vero e fondamentale che sempre ritorna è la riforma Istituzionale e Costituzionale del Paese. Peccato che ogni tentativo serio è risultato vano, vedi l’ultimo naufragato il 4 dicembre 2016.
Ma il problema c’è e non lo si risolve a colpi di referendum consultivi ma con una classe politica capace e illuminata, con la statura in grado di andare oltre i propri recinti elettorali, di partito o peggio di bottega e capace di decidere. Scrive Michele Ainis, con questo referendum Lombardo “non è il popolo che usa la democrazia, è la democrazia che usa il popolo.” Siamo chiamati a dare un parere ma a non decidere niente. Grande differenza con il referendum del 4 dicembre 2016 dove con il nostro voto deliberavamo una legge dello Stato.

Per alcuni l’autonomia sembra essere la rivendicazione rivoluzionaria che ti cambia la vita. Una parola quasi magica. Non importa che cosa contiene e quali sono i suoi effetti su chi e che cosa. Al solo declamarla la parola autonomia si trasforma in suono e melodia di libertà, maggior ricchezza, meno tasse, fa tanto bengodi insomma.
Voglio la mia autonomia. Che significa: se sei sposato che ti separi? Se sei un dipendente di una qualsiasi azienda che ti licenzi? Se sei padre o madre di figli che significa autonomia che abbandoni i tuoi figli? Se sei un soldato che diserti? Se sei un musicista che farai solo il solista e non suonerai mai in un orchestra? Ma che è questa autonomia?
Ne deduco che autonomia può anche significare non voglio responsabilità di dipendere o confrontarmi con altri, non voglio condizionamenti di sorta. Sono io, io solo. Vi sembra così bella? Vi sembra così funzionale al benessere di una società comunità, organizzazione Stato.
Autonomia: affascinante sostantivo femminile da far girare la testa e diciamo la verità motivo di tanta confusione politica.
Con il termine autonomia (dal greco “legge propria”) si intende la possibilità per un soggetto di svolgere le proprie funzioni senza ingerenze o condizionamenti da parte di terzi.
Detto questo i più storceranno il naso e penseranno. Ma che dici. Quando parliamo di autonomia non ci riferiamo alla persona, ma all’autonomia politica. Ma la politica non é lo strumento utile ad organizzare e regolare la convivenza civile delle persone? Quindi vi sembra che basti un referendum di popolo per chiedere un semplice parere?
Wikipedia ci aiuta a comprendere. Diverse sono le definizioni di autonomia. .

Autonomia – in diritto, possibilità per un organo di svolgere funzioni e/o incarichi senza ingerenze o condizionamenti
Autonomia – in politica, facoltà concessa da un organo superiore ad uno inferiore di avere funzioni proprie per specifiche esigenze
Autonomia – in meccanica, capacità di una macchina di funzionare senza rifornimento di energia
Autonomia – in teoria dei sistemi, proprietà di un sistema di determinare da sé le interazioni che lo definiscono

I consiglieri Regionali Lombardi che hanno indetto il referendum di oggi (lega e 5stelle) la sola autonomia di cui ancora non si capacitano è quella meccanica.
Per il resto l’ambizione più grande è poter gestire il proprio pianerottolo senza condizionamenti e ingerenza alcuna, ovviamente nel nome del Popolo Sovrano.

Credo invece che il presente e futuro economico mondiale imponga prima di tutto una visione di Stato univoco efficiente ed efficace, parte integrante di una confederazione più grande come quella Europea. Non distraiamoci da fatti come la Brexit o dal referendum “alternativo” della Catalogna i cui effetti negativi sono destinati a farsi sentire. Il mondo del XXI secolo impone confronti tra attori globali dalle dimensioni come Cina India e Stati Uniti. A queste sfide si va preparati e organizzati. E’ sempre più indispensabile una maggiore e più profonda integrazione Europea. Attrezziamoci allora. Adeguiamo l’organizzazione dello Stato facciamo riforme serie e durature.

Vogliamo la civiltà dei nostri Padri e delle nostre Madri. Vogliamo eserciti di Pace e garanti di stabilità. Vogliamo lavoratori fieri e gratificati dalla loro opera in Fabbrica e in Azienda. Vogliamo unire e non separare. Vogliamo un futuro migliore per i nostri figli.

Questo vogliamo. Vogliamo ascoltare la musica dell’orchestra non di pifferai capaci solo di strumentalizzare parole piene di valori come Popolo e Democrazia.

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Categorie:POLITICA, POLITICS

DOVE CRESCE IL PIL 2

ottobre 18, 2017 Lascia un commento

quasi terminati i nuovi alberghi

Cresce l’Italia. Lo attesta il  Fmi. Non ci credete? Ecco la prova in questo post: “dove cresce il Pil” Raccontavo di San Domenico di Varzo e dell’avvio del cantiere per la costruzione di nuovi alberghi. I lavori sono quasi terminati. Nei primi mesi del 2018 è prevista l’inaugurazione del nuovo complesso alberghiero di San Domenico di Varzo.   Ora che gli indici economici ci avvertono di una  ripresa gli investimenti a San Domenico si caricano di un nuovo cantiere  della telecabina San Domenico Ciamporino

Siamo a 1400 metri, aria frizzantina, paesaggio meraviglioso e un’iniziativa imprenditoriale turistica a livello Europeo.

Il cantiere della Telecabina San Domenico Ciamporino Piemonte (Italy)

La riqualificazione e il lancio di una località tra le più belle dell’arco Alpino. Un piano industriale turistico ben preciso, puntuale, attento agli aspetti ambientali, capace di valorizzare gli aspetti territoriali tipici del luogo e di dare una prospettiva dinamica e moderna. Confermo qui si tocca con mano la crescita del Pil grazie a imprenditori capaci e illuminati leggete qui 

Categorie:PASSIONI

QUEL CHE RIMANE DELLA GENEROSO GALIMBERTI A FUTURA MEMORIA

ottobre 1, 2017 Lascia un commento

Botta, Colombo, Bizzozero, Marzorati, Allievi, Pozzi, Meroni, sono solo alcuni dei Cognomi  che ho letto a firma dei diversi quadretti in legno scolpito in rilievo raffiguranti foglie, geometrie e oggetti. Li ho passati tra le mani

i gessi

nell’opera  di pulizia. Si tratta dei lavori degli alunni che nel secolo scorso hanno frequentato i corsi della Scuola di

autore Pozzi Alberto 1951

Disegno “Generoso Galimberti” nell’intento d’imparare un mestiere e andare a bottega.

Le tante botteghe d’intaglio e mobili in stile che nel secolo scorso hanno dato lavoro a molte famiglie della mitica Brianza Milanese.  Dopo la Grande guerra La scuola di disegno a Seveso come in molte cittadine della Brianza che vantavano la propria Scuola di disegno, è stata volano di progresso economico e sviluppo. (C’era una volta la Scuola di disegno, post maggio 2015)

 

 

Ho condiviso con il Sindaco di Seveso lo scopo di recuperare,  pulire e restaurare quanto lasciato negli archivi della Scuola di Disegno Generoso Galimberti: bassorilievi in legno e in gesso e qualche disegno (pochi per la verità). L’idea è quella di pensare e realizzare un’installazione permanente da ubicare preferibilmente nel Palazzo Comunale.

autore Enrico Cappelletti 1936

Il dovere è fare in modo che un patrimonio di storia e d’identità non venga disperso.  A

Scuola di Disegno Generoso Galimberti Seveso 1886-2015 autore Mario Botta 1929

futura memoria, di persone e d’Istituzioni, come tanti altri,  segni tangibili di una comunità, tracce di arte e di mestieri. Che abbiamo il dovere civico e culturale di non disperdere.

Tutti coloro che vogliono dare una mano, che hanno passione, che hanno idee e proposte per questo progetto si mettano in contatto.

 

 

HARRAGA

marzo 3, 2017 Lascia un commento

Ho la fortuna di ascoltare    Giulio Piscitelli presso Forma Meravigli a Milano che ci illustra il suo lavoro fotografico dedicato al grande dramma epocale dell’immigrazione.

Dico fortuna perché tutto é avvenuto così per caso. Esci dall’ufficio, un tardo pomeriggio d’inverno, bigonzoli (gironzolo + bighellono) per il centro di Milano, tanto per scaricare lo stress della giornata lavorativa e vedi che c’è una nuova mostra fotografica. Ci entro pensando, sono delle foto, ci dedico qualche minuto e via. Invece c’è l’autore che ti racconta la sua mostra, la sua storia, le sue sensibilità, le sue paure ma anche e soprattutto la sua passione professione. Ti racconta e il suo racconto s’imbatte con  i tuoi pensieri come se tu fossi alla ricerca di una strada e  t’imbatti in una distesa di rovi.  Allora provi ad andare un poco oltre e ad alzare lo sguardo alla ricerca di una via diversa, rispetto a quella di un facile  qualunquismo di una pigra approssimazione se pur mitigata dalla sensibilità e cultura individuale che appartiene ad ognuno di noi.

Harraga è la parola in dialetto marocchino e algerino che si usa per chiamare quelli che viaggiano senza documenti. Viene dalla radice della parola araba haraqa, che significa bruciare. Insomma in poche parole in arabo anziché dire ho fatto un viaggio clandestino, si dice ho bruciato la frontiera.

Harraga è il titolo del libro e della mostra fotografica di Giulio Piscitelli .

Ascolti Giulio che ti dice scusate se il mio racconto scivola nella politica. E come può essere altrimenti penso io. Menomale che parliamo di politica.

Le migliaia di persone, di giovani, di donne e bambini che lasciano la loro terra di origine, rischiano la vita, spendono tutto il loro avere per un viaggio di speranza e di vita è una grande pressione politica. Ascolti Giulio osservi le immagini: potenti fotografie che ti parlano e capisci che non ci sono facili soluzioni e un termine ravvicinato che pone fine allo spostamento d’ interi popoli.

Bisognerebbe dice Giulio “Offrire ai migranti, senza più considerarli irregolari o clandestini, un documento di viaggio temporaneo ma di lungo periodo. Le persone non rimarrebbero più bloccate come a Calais. Potrebbero viaggiare, lavorare e non finire nell’illegalità e nel disagio. Il populismo perderebbe terreno”. Rivoluzionario? Semplicistico?

Provo a  immaginare di essere senza documenti, in una terra lontana, senza riconoscimenti, non sono nessuno, non sono un cittadino non ho cittadinanza, non ho diritti l’unico mio dovere è la voglia di vivere  e di mettermi in cammino. Harraga.

RISPONDO CON LA TESSERA

dicembre 8, 2016 Lascia un commento
Roma 2016 manifestazione per il SI Referendum Costituzionale

Roma 2016 manifestazione per il SI Referendum Costituzionale

Alla sconfitta del SI referendario per cui mi ero speso rispondo con i fatti prendendo la tessera del Partito Democratico.  Dopo la sconfitta mi sono chiesto quale riflessione maturare. Quale considerazione , quale giudizio, sull’esito ma anche sul momento storico che il Paese attraversa.  Poi ho deciso. Dopo aver riecheggiato le tante parole  che hanno risuonato nelle orecchie del “Popolo Sovrano” , una in particolare mi ha urtato di più: l’uso improprio e truffaldino del termine Democrazia. L’insinuare che il NO avrebbe significato una forma di difesa. E il SI avrebbe messo  in discussione il sistema democratico del nostro Paese.  L’insinuare che con il SI ti viene sottratto il tuo/nostro diritto di voto, quindi sottratto spazi di democrazia.  Premesso che non era vero, ma la Democrazia di un Paese si sintetizza solo e unicamente nell’esercizio del voto?  Il potere nelle mani di pochi, concentrato a Roma e tolto al Popolo Sovrano. Hanno amplificato e semplificato quelli per il NO. Quando è la semplificazione culturale del momento, questa sì che può diventare un pericolo per la democrazia.

Ma se questo era l’obbiettivo, secondo voi, si persegue un obbiettivo antiDemocratico utilizzando uno strumento di democrazia diretta come è lo strumento referendario?

La Democrazia di un Paese è partecipazione e responsabilità. Ma è prima di tutto un metodo nell’esercizio del diritto Politico. Non è semplicemente il diritto di voto. La Democrazia è lotta per la Democrazia tutti i giorni. Non credo che dietro il No ci sia un movimento di lotta. Magari lo fosse.

Ma non voglio andare oltre. Non voglio in questo momento alimentare l’innumerevole esercito della parola che si muove in ordine sparso nell’universo dell’web. Voglio rispondere con il fatto di aver preso la tessera del Partito Democratico.  I Partiti come strumento di Democrazia. Io ci credo. Fatelo anche Voi del No e ovviamente del Si. In Italia di partiti o movimenti ce ne sono per tutti i gusti. Partecipiamo per arrivare preparati al chi e al come, elementi che fanno la differenza in Democrazia. Quando si arriva al voto si è arrivati al che cosa il chi e il come è già stato deciso.

Evviva la Democrazia viva l’Italia.

Un neo iscritto al Partito Democratico.

 

 

 

IO VOTO SI

ottobre 3, 2016 Lascia un commento

Invito a fare altrettanto. Non dobbiamo essere esperti costituzionalisti per esprimere il voto referendario del quattro Dicembre. Ma da semplici cittadini dobbiamo esercitare la sovranità popolare con cognizione e sano pragmatismo. La distrazione è dietro l’angolo e nell’epoca della comunicazione e dei social perdere la bussola è facile.

Con la riforma Costituzionale proposta al voto referendario aggiorniamo la Costituzione non nella parte dei principi ma nella parte che regola l’organizzazione dello Stato e i processi legislativi.

Quanti pensano e dichiarano che con questa riforma venga affievolita la natura democratica del Paese ci vogliono ingannare.

A quanti pensano che questa riforma è scritta male fatta male e si poteva fare di meglio. Io volto le spalle e dico: e a me lo dici? Sei tu l’Onorevole, sei tu il Senatore, io sono un semplice cittadino che esercita la propria sovranità popolare quando gli tocca. E quando mi tocca lo faccio con un certo scrupolo e senso critico da sempre. E poi da quando l’attuale sistema Bicamerale ci garantisce leggi chiare e di facile lettura e non invece una selva burocratica da cui è difficile districarsi.

Intanto capiamoci e intendiamoci su quale campo da gioco siamo chiamati ad agire (votare) visto che molti non perdono occasione di fare confusione.

Il nostro è un sistema rappresentativo dove il Parlamento eletto ci rappresenta. Il Parlamento indica Il Presidente del Consiglio il quale viene incaricato a formare un Governo dal Presidente della Repubblica. Il Governo riceve la fiducia dal Parlamento il quale può anche toglierla, che vuol dire far venir meno la maggioranza al Governo. Questo è. Non siamo ne in un sistema di democrazia diretta ne in un sistema Presidenziale.

Detto questo, io francamente non posso considerare un voto che non sia il Si. Sono anni se non decenni che Parlamenti di diverse legislature , hanno provato a rivedere il sistema bicamerale,ora ci siamo e io semplice cittadino voto SI Si Si. Sarebbe uno spreco, una esaltazione del sistema parolaio e inconcludente che per certi versi caratterizza e descrive, a torto o a ragione, il sistema politico Italiano, rigettare la riforma e tornare punto a capo . Non ce lo possiamo più permettere. Non so se con questa crisi economica e sociale ve ne siete accorti. Non so se con questa rivoluzione tecnologica ve ne siete accorti. Il mondo è cambiato nulla sarà più come prima. Non ce lo possiamo più permettere di sprecare in ogni ambito. Compreso e a maggior ragione in ambito politico. Non fraintendete, non auspico derive autoritarie. Quando un Parlamento, il nostro, approva una riforma di questo tipo dopo ore e ore di assemblee Parlamentari di innumerevoli votazioni, alle quali all’inizio hanno dato il voto favorevole anche e giustamente parte dell’opposizione. A questo punto io voto si e metto e mi metto difronte ognuno alle proprie responsabilità. Alla responsabilità degli Onorevoli e dei Senatori, alle responsabilità dei capo Partito di oggi e di domani di esercitare con scrupolo e coscienza il mandato Parlamentare e a noi cittadini di esercitare con scrupolo e rigore il controllo e il dovere civico.

Con questa riforma riduciamo il numero dei Parlamentari. I Senatori passeranno da 315 a 95 più 5 di nomina del Presidente della Repubblica . I Consiglieri Regionali non potranno percepire un’indennità più alta del Sindaco del capoluogo e i gruppi Consigliari non avranno più il finanziamento pubblico. Dalla Costituzione viene abolito il ruolo delle Provincie.

Aboliamo il Cnel e tutto il suo apparato di 65 membri.

Superiamo con questa riforma il bicameralismo paritario. La Camera approva le leggi e da e toglie la fiducia al Governo. Il Senato formato da esponenti dei Consigli Regionali e da Sindaci svolge un ruolo di raccordo tra potere centrale, Istituzioni Europee e i territori.

Con la riforma si stabilisce chi fa che cosa tra Stato e Regioni. Si eviterà la confusione e la conflittualità tra Stato e Regioni. Materie come la grandi reti di trasporto e di navigazione, la produzione, il trasporto e la distribuzione nazionale di energia o la formazione professionale saranno di esclusiva competenza dello Stato.

Solo questo a me basta per votare Si.

Se credete di votare No per mandare a casa il Governo Renzi, o altro del tipo: io sono contrario al ponte sullo stretto quindi voto No, o ancora, con questa riforma si va verso un sistema autoritario, a me la Boschi non piace e altre considerazioni del genere, tutte quelle che volete e pensate a giustificare il vostro no. Allora v’invito a riflettere e vi chiedo di non sprecare questo momento, perché non ci è consentito sprecare. State e stiamo sul pezzo che è la revisione della Costituzione. Questo è il momento di ridurre il numero dei Parlamentari e di darci un’organizzazione diversa. Ci sarà il momento, le elezioni del 2018, ad esempio per esprimere con il voto, altri Governi e altre scelte. Ora è il tempo di riformare e rivedere la Costituzione, ad ognuno le proprie responsabilità. Con il si queste responsabilità le imprimo energicamente alle forze politiche che ci rappresentano con il no tutto scivola verso la politica inconcludente e indefinibile e la responsabilità è solo nostra.

Categorie:ISTITUZIONI, POLITICS

ALTRO CHE BREXIT PER NOI E’ ROAST-BEEFEXIT

giugno 24, 2016 Lascia un commento

Chiude la più nota macelleria salumeria di Seveso dei Fratelli Glerean.

Per tanti anni ci siamo serviti da loro. Sempre cortesi gentili  ma quel che conta, con prodotti di altissima qualità e bontà. Per noi e per molti non solo di Seveso è sempre stata una garanzia e una eccellenza per il palato e per lo stomaco.

Un grazie ai Fratelli Glerean e tantissimi Auguri della meritata pensione.

Altro che Brexit,  per noi è Roast-beefexit, lo diciamo per sdrammatizzare alla brexit naturalmente.

Ma a ben pensarci se l’Europa  avesse esercitato meno la sua pretesa di dettarci la misura del salamino o  imporci il colore del formaggino. Meno burocrazia e più sogno di pace e benessere per gli abitanti degli Stati uniti d’Europa  forse oggi non sarebbe brexit  ma solo…….

E adesso il buon roast-beef dove lo compro?  In Europa  Of course.

 

 

Categorie:PASSIONI, STORIE
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