HARRAGA

marzo 3, 2017 Lascia un commento

Ho la fortuna di ascoltare    Giulio Piscitelli presso Forma Meravigli a Milano che ci illustra il suo lavoro fotografico dedicato al grande dramma epocale dell’immigrazione.

Dico fortuna perché tutto é avvenuto così per caso. Esci dall’ufficio, un tardo pomeriggio d’inverno, bigonzoli (gironzolo + bighellono) per il centro di Milano, tanto per scaricare lo stress della giornata lavorativa e vedi che c’è una nuova mostra fotografica. Ci entro pensando, sono delle foto, ci dedico qualche minuto e via. Invece c’è l’autore che ti racconta la sua mostra, la sua storia, le sue sensibilità, le sue paure ma anche e soprattutto la sua passione professione. Ti racconta e il suo racconto s’imbatte con  i tuoi pensieri come se tu fossi alla ricerca di una strada e  t’imbatti in una distesa di rovi.  Allora provi ad andare un poco oltre e ad alzare lo sguardo alla ricerca di una via diversa, rispetto a quella di un facile  qualunquismo di una pigra approssimazione se pur mitigata dalla sensibilità e cultura individuale che appartiene ad ognuno di noi.

Harraga è la parola in dialetto marocchino e algerino che si usa per chiamare quelli che viaggiano senza documenti. Viene dalla radice della parola araba haraqa, che significa bruciare. Insomma in poche parole in arabo anziché dire ho fatto un viaggio clandestino, si dice ho bruciato la frontiera.

Harraga è il titolo del libro e della mostra fotografica di Giulio Piscitelli .

Ascolti Giulio che ti dice scusate se il mio racconto scivola nella politica. E come può essere altrimenti penso io. Menomale che parliamo di politica.

Le migliaia di persone, di giovani, di donne e bambini che lasciano la loro terra di origine, rischiano la vita, spendono tutto il loro avere per un viaggio di speranza e di vita è una grande pressione politica. Ascolti Giulio osservi le immagini: potenti fotografie che ti parlano e capisci che non ci sono facili soluzioni e un termine ravvicinato che pone fine allo spostamento d’ interi popoli.

Bisognerebbe dice Giulio “Offrire ai migranti, senza più considerarli irregolari o clandestini, un documento di viaggio temporaneo ma di lungo periodo. Le persone non rimarrebbero più bloccate come a Calais. Potrebbero viaggiare, lavorare e non finire nell’illegalità e nel disagio. Il populismo perderebbe terreno”. Rivoluzionario? Semplicistico?

Provo a  immaginare di essere senza documenti, in una terra lontana, senza riconoscimenti, non sono nessuno, non sono un cittadino non ho cittadinanza, non ho diritti l’unico mio dovere è la voglia di vivere  e di mettermi in cammino. Harraga.

RISPONDO CON LA TESSERA

dicembre 8, 2016 Lascia un commento
Roma 2016 manifestazione per il SI Referendum Costituzionale

Roma 2016 manifestazione per il SI Referendum Costituzionale

Alla sconfitta del SI referendario per cui mi ero speso rispondo con i fatti prendendo la tessera del Partito Democratico.  Dopo la sconfitta mi sono chiesto quale riflessione maturare. Quale considerazione , quale giudizio, sull’esito ma anche sul momento storico che il Paese attraversa.  Poi ho deciso. Dopo aver riecheggiato le tante parole  che hanno risuonato nelle orecchie del “Popolo Sovrano” , una in particolare mi ha urtato di più: l’uso improprio e truffaldino del termine Democrazia. L’insinuare che il NO avrebbe significato una forma di difesa. E il SI avrebbe messo  in discussione il sistema democratico del nostro Paese.  L’insinuare che con il SI ti viene sottratto il tuo/nostro diritto di voto, quindi sottratto spazi di democrazia.  Premesso che non era vero, ma la Democrazia di un Paese si sintetizza solo e unicamente nell’esercizio del voto?  Il potere nelle mani di pochi, concentrato a Roma e tolto al Popolo Sovrano. Hanno amplificato e semplificato quelli per il NO. Quando è la semplificazione culturale del momento, questa sì che può diventare un pericolo per la democrazia.

Ma se questo era l’obbiettivo, secondo voi, si persegue un obbiettivo antiDemocratico utilizzando uno strumento di democrazia diretta come è lo strumento referendario?

La Democrazia di un Paese è partecipazione e responsabilità. Ma è prima di tutto un metodo nell’esercizio del diritto Politico. Non è semplicemente il diritto di voto. La Democrazia è lotta per la Democrazia tutti i giorni. Non credo che dietro il No ci sia un movimento di lotta. Magari lo fosse.

Ma non voglio andare oltre. Non voglio in questo momento alimentare l’innumerevole esercito della parola che si muove in ordine sparso nell’universo dell’web. Voglio rispondere con il fatto di aver preso la tessera del Partito Democratico.  I Partiti come strumento di Democrazia. Io ci credo. Fatelo anche Voi del No e ovviamente del Si. In Italia di partiti o movimenti ce ne sono per tutti i gusti. Partecipiamo per arrivare preparati al chi e al come, elementi che fanno la differenza in Democrazia. Quando si arriva al voto si è arrivati al che cosa il chi e il come è già stato deciso.

Evviva la Democrazia viva l’Italia.

Un neo iscritto al Partito Democratico.

 

 

 

IO VOTO SI

ottobre 3, 2016 Lascia un commento

Invito a fare altrettanto. Non dobbiamo essere esperti costituzionalisti per esprimere il voto referendario del quattro Dicembre. Ma da semplici cittadini dobbiamo esercitare la sovranità popolare con cognizione e sano pragmatismo. La distrazione è dietro l’angolo e nell’epoca della comunicazione e dei social perdere la bussola è facile.

Con la riforma Costituzionale proposta al voto referendario aggiorniamo la Costituzione non nella parte dei principi ma nella parte che regola l’organizzazione dello Stato e i processi legislativi.

Quanti pensano e dichiarano che con questa riforma venga affievolita la natura democratica del Paese ci vogliono ingannare.

A quanti pensano che questa riforma è scritta male fatta male e si poteva fare di meglio. Io volto le spalle e dico: e a me lo dici? Sei tu l’Onorevole, sei tu il Senatore, io sono un semplice cittadino che esercita la propria sovranità popolare quando gli tocca. E quando mi tocca lo faccio con un certo scrupolo e senso critico da sempre. E poi da quando l’attuale sistema Bicamerale ci garantisce leggi chiare e di facile lettura e non invece una selva burocratica da cui è difficile districarsi.

Intanto capiamoci e intendiamoci su quale campo da gioco siamo chiamati ad agire (votare) visto che molti non perdono occasione di fare confusione.

Il nostro è un sistema rappresentativo dove il Parlamento eletto ci rappresenta. Il Parlamento indica Il Presidente del Consiglio il quale viene incaricato a formare un Governo dal Presidente della Repubblica. Il Governo riceve la fiducia dal Parlamento il quale può anche toglierla, che vuol dire far venir meno la maggioranza al Governo. Questo è. Non siamo ne in un sistema di democrazia diretta ne in un sistema Presidenziale.

Detto questo, io francamente non posso considerare un voto che non sia il Si. Sono anni se non decenni che Parlamenti di diverse legislature , hanno provato a rivedere il sistema bicamerale,ora ci siamo e io semplice cittadino voto SI Si Si. Sarebbe uno spreco, una esaltazione del sistema parolaio e inconcludente che per certi versi caratterizza e descrive, a torto o a ragione, il sistema politico Italiano, rigettare la riforma e tornare punto a capo . Non ce lo possiamo più permettere. Non so se con questa crisi economica e sociale ve ne siete accorti. Non so se con questa rivoluzione tecnologica ve ne siete accorti. Il mondo è cambiato nulla sarà più come prima. Non ce lo possiamo più permettere di sprecare in ogni ambito. Compreso e a maggior ragione in ambito politico. Non fraintendete, non auspico derive autoritarie. Quando un Parlamento, il nostro, approva una riforma di questo tipo dopo ore e ore di assemblee Parlamentari di innumerevoli votazioni, alle quali all’inizio hanno dato il voto favorevole anche e giustamente parte dell’opposizione. A questo punto io voto si e metto e mi metto difronte ognuno alle proprie responsabilità. Alla responsabilità degli Onorevoli e dei Senatori, alle responsabilità dei capo Partito di oggi e di domani di esercitare con scrupolo e coscienza il mandato Parlamentare e a noi cittadini di esercitare con scrupolo e rigore il controllo e il dovere civico.

Con questa riforma riduciamo il numero dei Parlamentari. I Senatori passeranno da 315 a 95 più 5 di nomina del Presidente della Repubblica . I Consiglieri Regionali non potranno percepire un’indennità più alta del Sindaco del capoluogo e i gruppi Consigliari non avranno più il finanziamento pubblico. Dalla Costituzione viene abolito il ruolo delle Provincie.

Aboliamo il Cnel e tutto il suo apparato di 65 membri.

Superiamo con questa riforma il bicameralismo paritario. La Camera approva le leggi e da e toglie la fiducia al Governo. Il Senato formato da esponenti dei Consigli Regionali e da Sindaci svolge un ruolo di raccordo tra potere centrale, Istituzioni Europee e i territori.

Con la riforma si stabilisce chi fa che cosa tra Stato e Regioni. Si eviterà la confusione e la conflittualità tra Stato e Regioni. Materie come la grandi reti di trasporto e di navigazione, la produzione, il trasporto e la distribuzione nazionale di energia o la formazione professionale saranno di esclusiva competenza dello Stato.

Solo questo a me basta per votare Si.

Se credete di votare No per mandare a casa il Governo Renzi, o altro del tipo: io sono contrario al ponte sullo stretto quindi voto No, o ancora, con questa riforma si va verso un sistema autoritario, a me la Boschi non piace e altre considerazioni del genere, tutte quelle che volete e pensate a giustificare il vostro no. Allora v’invito a riflettere e vi chiedo di non sprecare questo momento, perché non ci è consentito sprecare. State e stiamo sul pezzo che è la revisione della Costituzione. Questo è il momento di ridurre il numero dei Parlamentari e di darci un’organizzazione diversa. Ci sarà il momento, le elezioni del 2018, ad esempio per esprimere con il voto, altri Governi e altre scelte. Ora è il tempo di riformare e rivedere la Costituzione, ad ognuno le proprie responsabilità. Con il si queste responsabilità le imprimo energicamente alle forze politiche che ci rappresentano con il no tutto scivola verso la politica inconcludente e indefinibile e la responsabilità è solo nostra.

Categorie:ISTITUZIONI, POLITICS

ALTRO CHE BREXIT PER NOI E’ ROAST-BEEFEXIT

giugno 24, 2016 Lascia un commento

Chiude la più nota macelleria salumeria di Seveso dei Fratelli Glerean.

Per tanti anni ci siamo serviti da loro. Sempre cortesi gentili  ma quel che conta, con prodotti di altissima qualità e bontà. Per noi e per molti non solo di Seveso è sempre stata una garanzia e una eccellenza per il palato e per lo stomaco.

Un grazie ai Fratelli Glerean e tantissimi Auguri della meritata pensione.

Altro che Brexit,  per noi è Roast-beefexit, lo diciamo per sdrammatizzare alla brexit naturalmente.

Ma a ben pensarci se l’Europa  avesse esercitato meno la sua pretesa di dettarci la misura del salamino o  imporci il colore del formaggino. Meno burocrazia e più sogno di pace e benessere per gli abitanti degli Stati uniti d’Europa  forse oggi non sarebbe brexit  ma solo…….

E adesso il buon roast-beef dove lo compro?  In Europa  Of course.

 

 

Categorie:PASSIONI, STORIE

INTERRAMENTO FERROVIE

febbraio 12, 2016 Lascia un commento

Difficile non parlarne dopo l’ultimo Consiglio Comunale (da Qui Brianza) di Seveso.

D’interramento a Seveso delle Ferrovie Nord Milano che tagliano in due il paese se ne parla da trent’anni. Ma è dagli ultimi quindici anni che il parlarne si è trasformato in una lunga litania della politica locale. Una sequela d’invocazioni all’interramento dove un po’ tutti partecipano. Tra intenzioni serie e oneste e altre strumentali e elettoralistiche.  leggete qua . Dopo un periodo alquanto spento o dormiente che coincide dall’insediamento dell’Amministrazione del Sindaco Butti, la notizia della inaspettata delibera di Giunta Regionale che stanzia fondi per completare l’ammodernamento del tratto ferroviario a Seveso ha innescato la ripresa dei cori e dei drammi, con tanto di sciopero della fame tanto che l’invocazione locale all’interramento nell’ultimo Consiglio Comunale ha quasi rasentato l’effetto miracoloso. Merito dell’officiante di SevesoViva  che ha quasi mostrato lampi propedeutici al miracolo quando ha illustrato le più recenti tecniche d’interramento, con tanto di esempi fulminei nella lontana Australia. Qui il lampo di luce è stato tale che l’attuale maggioranza PD in Consiglio Comunale che insieme al Sindaco avevano ben altre intenzioni si sono arrestati e accodati alla processione che vede tutti uniti e festanti prendere la direzione della Regione Lombardia per mostrare loro la nuova tecnica d’interramento e portare la Regione a una sano ripensamento a favore ovviamente dell’interramento dei treni.

Ne saremmo tutti lieti. Ma io continuo ad avere dubbi sull’accondiscendenza amministrativa, procedurale e programmatica della Regione per l’interramento. Dubbi da sempre espressi al Sindaco. Il quale dopo aver intrapreso la crociata per l’interramento per un quindicennio. Coinvolte azioni pseudo politico con l’allora Consigliere Regionale Civati. Ricordate. E allontanando politicamente chiunque esprimesse razionali e ragionate perplessità. Rimango basito nell’ascoltarlo in Consiglio Comunale a giustificare e spiegare l’opzione sottopasso veicolare al confine con Cesano. Roba del 1998 con tanto di progetto esecutivo e finanziamento,  buttata tutto a mare per gratificazione di una classe politica perditempo.

Dico subito, bravo se non bravissimo al rappresentante di SevesoViva. Un colpo di teatro che ha avuto il suo effetto. Posizione onesta e di tutto rispetto e perfettamente calzante all’azione del movimento SevesoViva per l’appunto nato per promuovere e perorare la causa dell’interramento.

Fragile se non inconsistente, nell’argomentare, il gruppo Consigliare PD.

Per certi versi, capibili. Dopo essersi fumati per anni la canna dell’interramento, non è facile ritrovare l’equilibrio. Negli anni tutto il gruppo dirigente del partito ne ha fatto una bandiera politica talmente settaria,  da escludere tutti coloro che  avessero pensieri, non contrari all’interramento (in termini assoluti nessuno è contrario all’interramento FNM) , ma più critici verso il processo che ci avrebbe dovuto portare all’interramento. E infatti. Me ne scuso se lo cito, ma il Consigliere Tavecchio, oggi siede nei banchi dell’opposizione dopo diversi anni che è stato militante e Consigliere del PD anche per questa sua posizione scarsamente convinta.  Mi aspetto come minimo, nei confronti di Tavecchio, un invito pubblico a rientrare nel PD visto le considerazioni fatte dal Sindaco in Consiglio Comunale sul tema.

Infatti il Sindaco ha cercato in Consiglio Comunale di difendere la ragioni di Regione Lombardia che guarda caso non sono per l’interramento.

Al che mi vien da dire, ma come mai il Sindaco dopo oltre un decennio di causa per l’interramento, gli è bastato qualche incontro in Regione, non si capisce con chi, come, e quali argomenti per  convincersi dopo qualche incontro appunto, che l’idea era da scartare.

Il Sindaco ha in questa fase fatto l’errore di non aver pianificato e gestito il processo che ha portato la Regione Lombardia ha deliberare l’intervento pluriennale in Seveso sull’ammodernamento in superficie della linea ferroviaria.

Domando: il Sindaco di Seveso è stato informato e lo sapeva in anticipo della delibera di Giunta Regionale n. X/4423 del 30/11/2015 dove Regione Lombardia ha approvato uno stanziamento che comprende 68 milioni di euro per il miglioramento ferrovia tratta Seveso Camnago?

Ne era al corrente?

Se lo era come si è arrivati a tale conclusione?

Quale procedimento, quale azione e quale relazione ha messo in gioco il Sindaco e i suoi Assessori per arrivare a stabilire e a accettare e farla accettare, la decisione di Regione Lombardia di escludere ogni ipotesi d’interramento?

Con chi si è relazionato Il Sindaco e i suoi più stretti collaboratori, in Regione Lombardia , dirigenti di struttura e o rappresentanti della Istituzione, quale Assessore? cognomi nomi e ruolo.

Con quali argomenti? Con quale strategia? Con quale trasparenza?

Concordo pienamente  (e per me è un episodio rarissimo) con il rappresentante della Lega che giustamente in Consiglio Comunale chiede al indaco quali atti pubblici avrebbe compiuto per arrivare a tale conclusione.

Intanto e per fortuna a nessuno è venuta l’idea di recarsi in Australia per visitare i mirabili esempi d’interramento infrastrutturale.

 

 

 

 

 

PEDEMONTANA DA COMPLETARE

febbraio 7, 2016 Lascia un commento

Un’assemblea  pubblica, quella   voluta dall’Amministrazione Comunale di Seveso per aggiornare i cittadini sul tema Pedemontana (vedi Qui Brianza) e per far conoscere la posizione dell’Amministrazione Comunale rispetto al procedere dell’opera di costruzione dell’autostrada Pedemontana,  dopo il completamento del tratto B1 e il suo innesto con la superstrada Mi Meda.

La cronaca della serata la si puo’ leggere su MBnews.

Io ne ho tratto le seguenti considerazioni. Premesso che sul tema Pedemontana mi sono sempre espresso in maniera laicamente favorevole ne ho scritto qui qui e qui solo recentemente.

Diamo atto a questa Amministrazione dell’iniziativa d’ informare e di mettersi a confronto. Un esercizio però, alla fine non completo  e non esaustivo se non aggiornato nel tempo e con metodo attraverso i moderni strumenti oggi a disposizione. Mi riferisco al link “pedemontana” dal sito del Comune di Seveso” alquanto datato e privo di personalità “Sevesina”.

Chissà se è anche prevista  un’assemblea pubblica sul tema dell’interramento, o meglio dire  del mancato interramento ferrovie?

Comunque, qual’è la posizione dell’Amministrazione così come l’ho colta in assemblea Pedemontana? Mi è sembrata  ambivalente.

l’impressione è che  i Sindaci della tratta B2 sembrano spiazzati. Intanto, bisogna dirlo, l’agire e le azioni delle Amministrazioni Comunali hanno sempre ritenuto e quindi accettato l’opera Pedemontana  in quanto tale.  Anzi la sensazione è quella di aver visto Sindaci che negli anni hanno sempre negoziato al ribasso sull’opera Pedemontana chiedendo in cambio più risorse per le opere Comunali di compensazione. Ricordiamo noi di Seveso le proposte dell’Amministrazione Donati che accettava un progetto Pedemontana più ridotto nella convinzione di dirottare le risorse risparmiate su interramento Fnm. Troppa malizia o ingenuità? Di fatto si è fatto il gioco della Regione. La quale, ad esempio, sapeva benissimo che l’opera esaltante di un’autostrada in galleria nel tratto B2 non si sarebbe mai fatta per mancanza di risorse. Ora ci accorgiamo che quelle opere di compensazione tanto acclamate dai Sindaci hanno qualche problema di realizzo e i Sindaci si rivolgono ad un Avvocate per far valere le proprie ragioni.

L’apoteosi dell’agire abbindolatore aveva poi  raggiunto e colpito la bella incantata sinistra con la greenway, ve la ricordate?

  • una Greenway, percorso ciclabile e pedonale di grandi dimensioni, che si estende per 90 km dalla provincia di Varese a quella di Bergamo e si collega e si inserisce, rafforzandoli, nei sistemi della ciclabilità provinciale;

Questo trovate scritto sul sito della pedemontata ops Pedemontana sotto la voce ipnotica: compensazioni ambientali. Che meraviglia. La città ideale, dove poche auto percorrono l’autostrada più bella del mondo orgogliosi di pagare il pedaggio più caro del pianeta. E a fianco sulla mitica greenway flotte di senza lavoro ma felici, che pedalano, visto che la giornata è lunga, da Varese a Bergamo e viceversa.

Come stanno le cose, non lo so se la vedremo mai la “greenway” andando avanti così.

Tutto d’un colpo i Signori Sindaci vedono sfumare questo meraviglioso mondo delle compensazioni e che fanno? Vanno dall’Avvocato. Lo abbiamo sentito l’Avvocato all’Assemblea pubblica tenere la parte, ma per chi a orecchie fini e non si fa distrarre da incantesimi e ideologie di sorta, la convinzione dell’Avvocato non mi è parsa così energica.

Svegliato dall’incantesimo e messo difronte alla dura realtà dei fatti il Sindaco di Seveso e non solo,  sembra giocare la carta della diossina che gli consente di meglio tenere quella politica ambivalente che mi è sembrato di cogliere.

Attenzione però. L’azione di  salvaguardia della salute dei cittadini è sacrosanta, sono giustamente in programma, così come preteso dai Sindaci, una ampia serie di carotaggi lungo il tracciato di Pedemontana per verificare se ci sono tracce di Tcdd. Se così fosse, il Sindaco e i Sindaci della tratta si preparano a chiedere un ulteriore ridimensionamento del progetto.

Allora mi vien da chiedere. La salute dei cittadini vale solo in concomitanza del cantiere Pedemontana e non vale quando si tratta di altri  cantieri,  privati e non che in questi anni si sono aperti e chiusi nell’area cosidetta di “rispetto” al perimetro inquinato nel 1976 da diossina? Il movimento di terra che c’è stato per realizzare  il sottopasso viario di Coso Isonzo alla ferrovia Monza Saronno, ad esempio.

Se davvero si tratta della salvaguardia e tutela della nostra salute, allora fate un carotaggio d’indagine diossina anche nel mio giardino. Vi autorizzo.

E’ la mia una considerazione, fuori luogo? Non pertinente?

C’è un grosso rischio nel’ agire a ridimensionare sempre di più il progetto Pedemontana. Sia ben chiaro verificare se ci sono tracce di Tcdd è giusto ma vale per tutta l’area di rispetto. E se queste tracce vengono trovate prendiamo le corrette precauzioni di cantiere. Non facciamo però l’errore di chiedere una ulteriore limitazione o peggio interruzione dell’opera Pedemontana. Pretendiamo che l’autostrada venga ultimata nella sua interezza e che sia ben fatta con tutti gli accorgimenti di protezione acustica e ambientale. Che l’ammodernamento di superstrada Mi Meda sia una necessità è sotto gli occhi di tutti. Bene facciamolo con Pedemontana a partire dal tratto B2 e magari pretendiamo, questo sì , che il transito del tratto B2 non sia a pagamento. Le ragioni di questa condizione ci sono e ci possono stare.

E’ stato detto in Assemblea che la riduzione dell’intervento Autostradale in progetto, riducendo e di molto l’invasione inizialmente prevista nell’area  del Bosco delle Querce è un risultato ottenuto dalle Associazioni Ambientaliste. Ottimo. Ma non sono d’accordo quando le stesse auspicano e sollecitano lo stop all’opera.  Se i Municipi si accodano a questa posizione rinunciano a  tutte quelle opere di viabilità locale oltre che ambientali previste nell’accordo di programma  rara opportunità di avere risorse pubbliche investite sul territorio.

Le previsioni di traffico sin qui fatte è venuto il momento di buttarle nel cestino. Con il completamento del tratto B1 verifichiamo davvero quello che succede. Sperimentiamo, proviamo, verifichiamo. Abbassiamo il costo del pedaggio e vediamo quanto influisce sul flusso della superstrada Mi Meda. Premesso che se cresce in ambo le direzioni o anche solo in una direzione vuol dire che a fior di logica la nuova strada serve.  Sino ad oggi, io la superstrada la uso tutti i giorni da anni in direzione Sud, e vi giuro l’innesto della B2 non ha cambiato il volume di traffico.  Ottima la realizzazione della Rho Monza (ancora in fase di completamento) alla faccia dei tanti comitati contro e delle rimostranze dei Sindaci dei Comuni lungo il tracciato.

Ora qualcuno ventila che non ci sono più soldi per completare l’opera Pedemontana, che i privati che dovevano partecipare con propri capitali all’iniziativa non ci sono e allora di cosa parliamo.

Non è forse questo il motivo per pretenderne il completamento. Non aspetta a noi togliere le castagna dal fuoco a Regione e Ministero delle Infrastrutture.  La Pedemontana deve essere completata nella sua interezza compresa la greenway  nel rispetto dell’accordo di programma.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL DONO DI UNA FOTOGRAFIA

gennaio 8, 2016 1 commento
Aprile 1998 - sala conferenze sede Ass commercianti Seveso - quarantesimo di collaborazione Città di Seveso settimale "IL cittadino" di Monza

Archivio foto Volpi

 

L’amico Adriano Ottolina mi ha fatto il gradito dono di una fotografia che volentieri pubblico. E’ il 18 aprile 1998. Ci troviamo nella sala conferenze dell’associazione commercianti a Seveso nell’occasione del quarantesimo anniversario di collaborazione tra la città di Seveso e il settimanale “Il Cittadino” di Monza. Ho partecipato e collaborato nella redazione locale di Seveso de il Cittadino per diversi anni; magistralmente e energicamente diretta la redazione dal Dott Marco Pozzoli.
In prima fila mi si vede con alla destra il compianto Sergio Rossini. Sergio era un appassionato cineoperatore, ha ripreso molti episodi della vita cittadina. La Biblioteca ne custodisce diversi in Vhs, sarebbe buona cosa replicarli in digitale.

In quel periodo (1994/98) ero vicesindaco a Seveso.

Alla mia sinistra La Prof.sa Letizia Maderna ricordata qui e poi mio zio Alberto Malerba che all’epoca della fotografia era  Assessore alla Scuola della Provincia di Milano Giunta Tamberi.
Sull’altro lato della prima fila altri personaggi di Seveso oggi non più fra noi: l’Avv Annino che ricordo nel ruolo di Assessore dal 1994 al 1998, esperienza fatta insieme nella Giunta Cassetta, in mezzo tra il Dott Lunghi e Giuseppe Galbiati il  direttore più longevo nella storia de “Il cittadino”.

I ricordi da una fotografia, il regalo di Adriano.

Categorie:STORIE
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